WWW Wednesday: #2

Buon Mercoledì “libroso” a tutti!

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L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafon

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Lo so, a quest’ora lo avrete già letto tutti. Spesso, con i casi editoriali, io arrivo in ritardo. In realtà lo inizio adesso perché a consigliarmelo è stata una collega che me lo ha descritto come uno dei suoi libri preferiti. Spesso è proprio vero che ci innamoriamo di un libro anche attraverso gli occhi di chi, quel libro, l’ha adorato.

What did you recently finish reading?

La casa di Mango Street, Sandra Cisneros

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De La casa di Mango Street, che mi è piaciuto un bel po’, ve ne ho parlato qui. Andate un po’ a leggere!

What do you think you’ll read next?

La quinta onda – l’ultima stella, Rick Yancey

L'ultima stella

Penso proprio che inizierò L’ultima stella, capitolo finale della trilogia de La Quinta Onda. Il primo mi era piaciuto un sacco, il secondo un po’ meno… speriamo che questo terzo libro non mi deluda!

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Summer Reading: 5 libri da portare sotto l’ombrellone!

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Non so voi, ma l’estate è decisamente la stagione in cui riesco a leggere di più: saranno le ferie, i giorni liberi passati a mare, o le nottatacce in cui non riesci a chiudere occhio a causa del caldo, sta di fatto che questa è la stagione perfetta per un buon libro. La lista di quelli che potrei consigliarvi sarebbe infinita, d’altronde la necessità di aprirmi uno spazio sul web dove parlare di libri la dice lunga su quanto mi piaccia farlo, ma ho deciso di consigliarvi cinque titoli da leggere questa estate.

 Stazione UndiciEmily St. John Mandel

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Kirsten Raymonde non ha mai dimenticato la sera in cui Arthur Leander, famoso attore di Hollywood, ebbe un attacco di cuore sul palco durante una rappresentazione di Re Lear. Fu la sera in cui una devastante epidemia di influenza colpì la città, e nel giro di poche settimane la società, così com’era, non esisteva più. Vent’anni più tardi Kirsten si sposta tra gli accampamenti sparsi in questo nuovo mondo con un piccolo gruppo di attori e musicisti. Tra loro si chiamano Orchestra Sinfonica Itinerante e si dedicano a mantenere vivo ciò che resta dell’arte e dell’umanità. Ma quando arrivano a St. Deborah by the Water si trovano di fronte a un profeta violento che minaccia l’esistenza stessa di questo piccolo gruppo. E man mano che gli eventi precipitano, in un continuo viaggiare avanti e indietro nel tempo, mostrando com’era la vita e com’è dopo la grande epidemia, ecco che l’imprevedibile evento che unisce tutti i personaggi viene rivelato. Riuscirà a quel punto l’umanità a sconfiggere i suoi fantasmi e conquistare un nuovo futuro?

Probabilmente il libro più bello che abbia letto quest’anno, senza ombra di dubbio uno dei capolavori dell’ultimo decennio. Quello che all’apparenza sembra solamente uno YA distopico, è in realtà una eccellente disamina sul genere umano: è un perfetto incontro tra più generi e la penna di questa autrice (Stazione Undici è il suo primo romanzo) ha pochi eguali in circolazione. Fantastico sotto ogni aspetto.

Mi ricordo di teYrsa Sigurðardóttir

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Il villaggio di Hesteyri nei mesi invernali è disabitato e quasi irraggiungibile. L’unico contatto con il resto dell’Islanda è un traghetto perennemente in balia del vento e del mare. In questo luogo desolato, tre giovani provenienti dalla capitale hanno deciso di ristrutturare una casa per trasformarla in un albergo. Ansiosi di mettere a frutto il loro investimento, si sono arrischiati a viaggiare fino a Hesteyri nel periodo più freddo per mettere mano ai lavori. Il piccolo gruppo presto si rende conto che non solo la ristrutturazione è molto più difficile del previsto, ma anche che sul villaggio deserto aleggia un’atmosfera sinistra. I telefoni cellulari si scaricano senza motivo e una presenza indistinta sembra seguirli, lasciando tracce che suggeriscono un messaggio indecifrabile. Impossibilitati a comunicare con l’esterno, i tre possono solo aspettare che il traghetto torni a prenderli nella data stabilita, mentre la tensione tra loro continua a crescere. Negli stessi giorni Freyr, uno psichiatra, sta aiutando la polizia nell’indagine su un caso di vandalismo in una scuola. La vita dell’uomo è cambiata da quando suo figlio Benni è misteriosamente scomparso tre anni prima; una tragedia che lo ha gettato nello sconforto e ha distrutto il suo matrimonio. Nel corso dell’indagine Freyr risale a un altro atto vandalico compiuto nella medesima scuola cinquant’anni prima, lo stesso periodo in cui un giovane allievo è svanito senza lasciare tracce: un caso fin troppo simile a quello di Benni e che sembra affondare le sue radici nel remoto villaggio di Hesteyri… Yrsa Sigurdardóttir, la regina del thriller islandese, intesse due vicende parallele per creare un mondo inquietante che mina le certezze del lettore; dove ogni personaggio nasconde un segreto, dove la paura è in agguato nelle strade deserte e nel rumore delle onde.
Diciamoci la verità: gran parte dei thriller che trovate in libreria e che portano quelle succulente etichette che inneggiano al “caso editoriale dell’anno” sono spesso poca roba, o quantomeno mi deludono spesso (un esempio in tal senso sono stati La ragazza del treno, Central Park o il recentissimo Maestra). Questo thriller “islandese” vi terrà col fiato sospeso fino alla fine: una lettura sanguinosamente inquietante. E’ una storia di fantasmi, piena di dolore, vendetta e rimorso. L’esecuzione è eccellente: alla fine tutto si connette arrivando ad una chiusura perfetta.

AndorraPeter Cameron

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Lasciatosi alle spalle San Francisco insieme a quel che gli era necessario lasciare – «cioè tutto» –, Alex Fox approda a La Plata, la soleggiata capitale del minuscolo Sta­to di Andorra, dove spera di poter cominciare una nuova vita. E la scelta sembra quanto mai azzeccata: «Chiunque viva ad Andorra viene considerato suo cittadino» recita la Costituzione, e in effetti sono in molti a mostrarsi subito ansiosi di conquistare le simpatie del nuovo arrivato. Come Mrs Reinhardt, anziana ospite del­l’unico albergo in città, che chiede ad Alex di leggere per lei; o Sophonsobia, matrona della potente famiglia Quay, che certo non sarebbe contraria a una liaison tra lui e l’amabile figlia Jean; o i coniugi Dent, che ben presto lo mettono a parte dei lati meno limpidi del loro matrimonio. Approfondendo via via le sue nuove conoscenze, Alex si renderà conto di non essere il solo a fuggire dal proprio passato, finché, sempre più coinvolto nella vita sotterranea di Andorra, scoprirà «le stanze grigie e senza finestre dietro al favoloso scenario». E quando dalle acque del porto di La Plata emergeranno due cadaveri con chiari segni di morte violenta, lui sarà fra i principali indiziati: la tragedia, è fatale, non può essere trascesa, né cancellata o dimenticata. Già in questo romanzo Peter Cameron si mostra a proprio agio nell’universo narrativo che ha affascinato i lettori di Coral Glynn, e perfettamente padrone di quella tecnica del progressivo disvelamento che non mancherà, anche qui, di tenerci avvinti alle sue pagine – sino al colpo di scena finale.(less)
Lui è uno dei miei autori preferiti, e Andorra è decisamente un piccolo gioiellino. Un incontro di generi raccolto in un capolavoro noir finemente narrato da Cameron: una storia dark che ha il sapore di rivalsa, di dolore, ma soprattutto di speranza. Non si può guardare al futuro senza volgere lo sguardo al proprio passato: d’altronde non siamo altro che la conseguenza di ciò che eravamo.

Boy, Snow, BirdHelen Oyeyemi

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È una notte d’inverno del 1953 quando Boy Novak – lunghi capelli biondo ghiaccio e lineamenti delicati – scappa di casa lasciandosi alle spalle il padre violento di professione acchiapparatti. Da New York il caso la porta a Flax Hill, una cittadina del Massachusetts. Qui conosce Arturo Whitman, un gioielliere rimasto vedovo: è antipatia a prima vista e infatti, dopo poco, si sposano. Corollario del matrimonio è il ruolo di madre, prima vicaria e poi naturale. Ma se inizialmente il rapporto con la bellissima ed eterea Snow è magico, nel momento in cui nasce Bird tutto cambia. Arturo e la sua famiglia nascondevano un segreto che la bambina ha svelato e Boy si trasforma, con sua stessa sorpresa, nella crudele matrigna delle fiabe. Sono tante e diverse le donne che popolano il libro: Boy, Snow e Bird in primis, ma anche Webster, Mia, Mrs Fletcher, Julia, Olivia, Agnes, Clara. Tutte, chi dietro una facciata frivola, chi determinata, chi burbera, chi affettuosa, nascondono in maniera più o meno consapevole una parte non trascurabile della loro natura. E poi, ovviamente, c’è Frances. L’identità: è questo il tema al centro del romanzo di Helen Oyeyemi. Quanto c’è di vero in quello che appare quando un abito può mascherare, un viso può mentire? Possiamo scegliere chi essere – prendere la porta, tagliare i ponti, coprire le tracce – o il passato, prima o poi, tornerà a inchiodarci? Esiste un modo giusto di reagire quando si scopre che la persona che ci dorme accanto, quella che ci ha tenuti in braccio da piccoli non è chi diceva di essere? I cattivi sono cattivi o hanno le loro ferite e giustificazioni? Non ci sono risposte semplici in Boy, Snow, Bird, dove anche la protagonista, smarrita, ammette: «Non so piú chi o cosa siano gli altri».
Una lettura onirica, una fiaba nera calata nel 1953 e sorprendente grazie soprattutto ad un espediente narrativo che metterà in discussione tutto ciò che avevate creduto fosse reale fino a quel momento: un esempio folgorante di come un semplice tratto somatico possa variare la percezione delle cose o delle persone.

Siamo tutti completamente fuori di noiKaren Joy Fowler

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Una famiglia: un padre etologo, una madre, tre figli, Lowell, Fern e Rosemary. Tutto normale, fin qui, se non fosse che Fern è uno scimpanzé, di proprietà dell’Università dell’Indiana, parte di un esperimento denominato Sister Act, e volto a studiare lo sviluppo cognitivo di primati e umani in condizioni di contiguità. Dunque, per cinque anni Fern è la sorella di Rosemary, e di Lowell, fino a che l’esperimento non arriva a compimento, la contiguità comincia a essere difficile da gestire, e Fern viene allontanata. Come può una famiglia superare il distacco? Lowell, più che adolescente, scappa di casa e diventa un terrorista ecologico, gli altri sopravvivono mettendo in atto strategie di compensazione. La ricomposizione di questo trauma è il tema della storia, raccontata da Rosemary in prima persona con un viaggio a ritroso attorno a un anno chiave, il 1996, quando sua madre le regala i suoi diari, e quando Lowell riappare alla sua porta per raccontarle delle sue attività di animalista e di Fern, che lui ha seguito di laboratorio in laboratorio.
E’ uno di quei libri di cui è difficile parlare con chi non lo ha letto – ecco perché il mio consiglio, in questo caso, è proprio questo: leggerlo! L’autrice è bravissima a farti credere ciò che vuole, per poi sbatterti in faccia la verità. La storia, come viene ripetuto più volte dalla narratrice, parte dal centro, per poi collegarsi all’inizio e passare alla fine. Molto particolare e davvero bello.

WWW Wednesday: #1

Poiché oggi ho il giorno libero posso dedicarmi un po’ al mio neonato blog. Visto che poi è, casualmente, Mercoledì ho pensato di inaugurare questa simpatica ricorrenza che tutti i booklovers sono soliti condividere in questo preciso giorno di metà settimana.

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La via del male, Robert Galbraith

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Terzo capitolo dell’avvincente saga di Cormoran Strike, creata dalla magica penna di Galbraith, aka l’unica e sola J. K. Rowling. Come al solito un thriller magistrale, con due protagonisti eccellenti. Sono a metà, sono sicuro che come al solito mi riserverà delle sorprese alla fine.

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Un cigno selvatico, Michael Cunningham

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Lui è uno dei miei scrittori preferiti, autori di gioielli come Le ore, Una casa alla fine del mondo, Carne e sangue… e vabbè, un po’ tutta la sua bibliografia! Un cigno selvatico in realtà è una breve raccolta di racconti, o meglio celebri fiabe come Biancaneve rivisitate nell’inconfondibile stile di Cunningham!

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Un buon presagio, Gillian Flynn

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Questa è più tosta, nel senso che decido il libro da iniziare solitamente quando ho terminato quello che sto leggendo. Al momento comunque mi incuriosisce un sacco Un buon presagio di Gillian Flynn. Autrice del celebre Gone Girl (anche se vi invito vivamente a recuperare tutti i suoi libri), qui si cimenta con un racconto dal sapore soprannaturale.